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29 09 2025

Affissione OOH, DOOH e pubblicità sul web: come integrare al meglio Outernet e Internet

Affissione OOH, DOOH e pubblicità sul web: come integrare al meglio Outernet e Internet

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    Un errore da evitare, se hai una piccola o media realtà aziendale, imprenditoriale o commerciale sul territorio e decidi di investire in pubblicità, è pensare di poter utilizzare un solo canale o mezzo di comunicazione, ad esempio solo la pubblicità via web, oppure solo l’affissione su strada, cartellonistica OOH (Out Of Home) tradizionale oppure digitale (DOOH), pensando di raggiungere in ogni caso il risultato prefissato.

    Questo tipo di approccio porta con sé la “tendenza a non voler credere” o comunque precludersi il valore e le potenzialità del mezzo che decidi di scartare. Ad esempio c’è chi pensa che la pubblicità su internet non serva a niente oppure, al contrario, chi dice “Non uso l’affissione nelle vicinanze della mia attività, perché qui già mi conoscono tutti”. Sono discutibili, oltre che poco fondate a livello pratico, entrambe queste estremizzazioni.

    Media mix e integrazione Phygital

    Con questo articolo vogliamo quindi guidarti nella comprensione dei vari elementi che concretamente concorrono oggi a realizzare un “sistema efficace” e quindi una buona presenza pubblicitaria integrata tra mondo fisico (spazi su strada e in altri luoghi aperti al pubblico) e mondo digital.

    Phygital è proprio il termine oggi più in voga per indicare la fusione tra contesto “physical” e universo “digital”. Indica cioè un approccio che integra le esperienze fisiche e digitali degli utenti, per creare interazioni più coinvolgenti, prossime alla gente e misurabili, offrendo così al cliente un’esperienza ibrida che coniuga il meglio dei due mondi.

    Un esempio elementare di integrazione tra strada e web

    Un elemento basilare che, a nostro parere, non può più mancare quando oggi decidi di mettere su strada anche solo un cartello pubblicitario, è avere online almeno una pagina di atterraggio o, detto in termini tecnici, “landing page” completa ed efficace.

    Cerchiamo di capire il perché in questo esempio: immaginiamo un cartello su strada “Vetreria Bianchi”, con una bellissima immagine e il relativo indirizzo dell’attività. In passato ciò poteva essere sufficiente, perché il potenziale cliente guardava il cartello e all’occorrenza si recava al punto vendita.

    Oggi è impensabile che la stessa attività non abbia anche qualcosa di interessante da mostrare subito, nel momento in cui la persona, magari proprio dopo aver visto il cartello su strada, una volta tornata a casa prenda lo smartphone e cerchi “Vetreria Bianchi” per cominciare a curiosare.

    Al riguardo uno studio effettuato negli USA da YouGov nel 2024 mostra che la percentuale di pubblico che effettua ricerche online dopo aver visto una campagna su strada è stata del:

    • 54% fra “Gen Z” (12/28 anni);
    • 53% fra i “Millenials” (28/44 anni);
    • 28% “Gen X” (45/59 anni);
    • 18% “Baby Boomers” (60/78 anni).

    Pertanto la pubblicità Out Of Home è il mezzo che per eccellenza rafforza il collegamento tra offline e mobile cioè il concreto passaggio dall’ambiente attorno a noi al dispositivo nelle nostre mani con cui ci connettiamo alla Rete, per approfondire il nostro eventuale interesse rispetto a un annuncio pubblicitario visto su strada.

    Differenza tra “pagina attività” su Google, pagina social e sito internet

    Dopo una ricerca su smartphone con il nome dell’attività vista su un cartello pubblicitario, è probabile che la stessa persona dia nel frattempo un’occhiata a:

    • informazioni e foto dell’attività stessa su Google; perciò avere già una buona gallery fotografica di presentazione qui può essere opportuno, anche perché è un’operazione a costo zero che non richiede troppo tempo, se non per un buon servizio fotografico, in quanto può essere fatta una sola volta e magari aggiornata poche volte l’anno; tra l’altro questo è il media ideale dove poter raccogliere le recensioni dei clienti, sempre più importanti per attrarne o allontanarne altri!
    • pagine Facebook e Instagram; in questo caso parliamo sempre di spazi web gratuiti, ma è chiaro che, se in azienda (o in famiglia) non c’è qualcuno con un minimo di esperienza per poter gestire e curare adeguatamente nel tempo l’aggiornamento dei contenuti, o si affida questo media a consulenti esterni oppure può essere consigliabile non avviare questo tipo di pagine, per poi lasciarle vuote o quasi, dando l’impressione di “essere fermi”…
    • sito web, che – lo ricordiamo – è visibile fra i link stessi che Google propone una volta inserita (gratuitamente) l’attività su mappa; questo è un media che può essere creato a partire da una ridotta spesa periodica relativa all’hosting (affitto annuale dello spazio sul web e pagamento per il nome del sito stesso, chiamato “dominio”) più un costo “una tantum” di qualche centinaia di Euro se si decide di creare una semplice “vetrina online”, con la possibilità dalla stessa di poter raccogliere richieste via mail e preventivi, oppure – proprio come per le pagine social, anche in base al tipo di attività – decidere di usarlo più attivamente e costantemente nel tempo, per generare contenuti e avere così più chance di intercettare nuove ricerche online del potenziale pubblico (ad esempio legate a una certa tipologia di prodotto o servizio), anche quando non digiterà necessariamente il nome dell’attività.

    La pubblicità su Google

    La stessa pubblicità “sponsorizzata” su Google, perché abbia un senso e un’efficacia commerciale, ha bisogno come minimo di essere seguita da una landing page ben costruita, dalla quale il cliente possa cioè conoscere in modo più ravvicinato l’offerta aziendale e quindi poter procedere con un’azione: una telefonata, l’invio di una mail di richiesta informazioni o la compilazione di un form per preventivi più specifici.

    In gergo tecnico queste azioni da parte del potenziale cliente sono tutte chiamate “conversioni” e, così come gli accessi al sito nel suo complesso o a una singola landing page, possono essere misurate e quindi permettono – anche a fronte di un investimento pubblicitario – di capire quanto è costato il singolo contatto ottenuto, ovvero il “costo contatto” di questa azione, nello specifico Google AdWords indica il “Costo per Clic”.

    La stessa interazione e integrazione pubblicitaria che puoi avere tra campagne online e offline, avviene ormai da tempo tra le campagne sponsorizzate su Google e gli stessi contenuti organici creati sul sito aziendale. L’acquisto finale, cioè, può essere il risultato di più passaggi dello stesso utente fra queste due parti.

    Ugualmente la pubblicità può dare input fisici a una persona su strada, attraverso ad esempio un cartellone pubblicitario per poi riprendere l’esperienza attraverso un accesso online.

    La pubblicità classica su strada

    La pubblicità Out Of Home (OOH) tradizionale, quindi affissione cartacea, oppure su teli (stendardi), gonfaloni, maxi poster a parete o cartelli e cartelloni pubblicitari su strada ha prima di tutto una funzione di “Brand awareness” locale. In pochi giorni, specie se parliamo di una grande città, raggiunge il 90% dei residenti.

    In altre parole, rispetto a chi non utilizza questo mezzo, consente ai marchi che scelgono di essere presenti su strada, quindi nei luoghi fisici frequentati ogni giorno dalla gente, di comunicare e quindi rafforzare una presenza “istituzionale” reale e molto concreta su quello specifico territorio.

    Ad esempio le catene della GDO (grande distribuzione) dispongono di puntuali dati che dimostrano l’aumento delle vendite dopo una campagna affissione mirata. Ciò è ancora più evidente se la pubblicità è in prossimità del punto vendita e se messaggi promozionali specifici (call to action chiare e immediate, come ad esempio “Offerta valida fino al giorno X”) ne aumentano ulteriormente successo ed efficacia.

    Inoltre un’affissione in zone ad alta frequentazione come stazioni, aeroporti, fermate dei mezzi pubblici, pareti di vie centrali e cartelloni ben posizionati lungo le strade principali, permette di farsi notare da un pubblico molto ampio, anche da quello non raggiungibile digitalmente.

    L’innovazione del DOOH (Digital Out-of-Home)

    Al modello tradizionale di “affissione”, ormai da qualche anno si è affiancato il mezzo Outdoor digitale, ovvero la pubblicità veicolata da remoto su schermi Led installati su strada o in altri luoghi pubblici.

    La differenza rispetto al passato è notevole, a partire dalla molto maggiore flessibilità creativa del messaggio pubblicitario: i display digitali su strada permettono infatti contenuti dinamici come spot video, motion graphics, countdown, messaggi in tempo reale.

    Ci può essere anche un tipo di utilizzo con il cosiddetto “targeting temporale” ovvero scegliendo solo determinate fasce orarie (es. spot durante orari di punta o prima di un evento) e in questo caso la pianificazione pubblicitaria avviene tramite piattaforme dedicate al Programmatic DOOH come Pladway.

    Allo stesso modo, proprio come per la pubblicità sul web, l’evoluzione tecnologica della pubblicità DOOH permette il tracciamento di molti più dati o persino di integrare dati di traffico, meteo o perfino trigger digitali (es. un tipo di messaggio se c’è il sole e uno con la pioggia) ecc…

    Il futuro va verso una sinergia sempre maggiore con il mobile: gli schermi DOOH possono cioè essere georeferenziati e collegati a campagne mobile display/social in una determinata area.

    Integrazione dell’Out Of Home con il digitale

    Un’ipotesi ormai pienamente realizzabile, anche per una PMI in un singolo territorio, può essere quella di integrare campagne georeferenziate tra Google Ads e altri canali online, con le campagne su DOOH (dati di geofencing).

    Un altro modo di integrare e sfruttare l’incontro tra mondo fisico e mondo virtuale è proprio grazie all’ampia awareness (consapevolezza e memorabilità) di un marchio dopo una campagna su strada per mostrarla e riprenderla anche sui canali social (Facebook, Instagram, TikTok o LinkedIn, a seconda del settore in cui si opera), creando cioè anche l’effetto paradossalmente contrario di permettere anche “a chi passa troppo tempo online” di vedere da lì la campagna che non ha visto su strada.

    Chiaramente lo stile della comunicazione, quindi le caratteristiche grafiche, i visual e i claim (slogan) devono essere coordinati tra cartelloni classic, schermi digitali e inserzioni sul web.

    Misurazione e costo contatto delle campagne

    Rispetto a quanto ormai è più facile ottenere “automaticamente” in termini di dati e visualizzazioni dalla pubblicità su web, oggi anche l’impatto dell’OOH – al contrario di quanto si possa immaginare – è misurabile praticamente allo stesso modo, proprio per l’immediato contatto che ciascun utente può avere col brand passando dalla visione della pubblicità su strada al proseguire “la propria scelta di acquisto” studiando il brand stesso dal proprio dispositivo digitale.

    Esempi di tracciabilità dell’affissione tradizionale

    Una campagna su affissione classic o schermi digitali su strada, può essere analizzata e misurata in vari modi:

    • eventuale incremento delle ricerche Google di quel brand nelle aree in cui si è veicolata la campagna su strada;
    • persino l’accesso al sito, se ad esempio avviene tramite un QRCode posto sull’affissione stessa, può essere caratterizzato da un UTM specifico (Urchin Tracking Module serve appunto a tracciare le sorgenti del traffico e l’efficacia delle campagne);
    • anche gli accessi al punto vendita durante i periodi di campagna possono essere facilmente monitorati (ad esempio attribuendo un codice promo “OOH” a chi guarda la campagna su strada e si reca in negozio).
    👉 In estrema sintesi
    • OOH (affissione tradizionale) → dà autorevolezza e dati di copertura.
    • DOOH → flessibilità, misurabilità e dinamicità al messaggio.
    • Digitale (Google + Sito + Social) → tracciabilità, remarketing e misurazione delle conversioni e della provenienza del traffico.

    Copertura del pubblico

    In un ambiente mediatico sempre più variegato, complesso e – diciamolo pure – affollato, la pubblicità esterna, anche in termini di crescita percentuale degli investimenti pubblicitari da ormai 5 anni a questa parte, continua a mostrare le performance migliori nei report Nielsen.

    Les Binet (l’esperto alla guida di DDB Matrix) lo ha evidenziato al Touchpoints 2024, affermando: “L’outdoor è l’unico canale che raggiunge davvero tutti.” Ciò ovviamente senza negare il fatto che ogni singolo media raggiunge in maniera ottimale solo alcuni target specifici, ad esempio una pubblicità di una particolare chitarra elettrica, più che su strada, sarebbe da veicolare su riviste dedicate a questo strumento, oppure siti online specifici o anche canali YouTube particolarmente seguiti dai chitarristi.

    In un altro studio a cura di Dentsu e Lumen sull’attenzione dei consumatori sui diversi canali pubblicitari, OOH, YouTube e social media sono risultati i migliori in termini di visibilità e attenzione, con una media dell’85%.

    I mezzi pubblicitari più graditi o comunque tollerati dalla gente

    Inoltre, nell’imponente studio “Media Reactions 2025”, condotto da Kantar su 21.300 consumatori di età compresa tra 16 e 65 anni in 30 mercati e rappresentativo di quasi il 90% della spesa media globale, il mezzo outdoor (digital e tradizionale), insieme alla sponsorizzazione di eventi fisici e online, la stampa e il cinema mostra valori di apprezzamento presso il pubblico tra il 38% e il 45%.

    La media invece per la TV è del 20%. Gran parte dei contenuti digitali (tv, musica, video streaming e gaming) si colloca al di sotto di questa media. I contenuti degli influencer e le story sui social media, infine, incontrano una predisposizione favorevole da parte di un consumatore su quattro (25%). L’evidenza di tali studi sta portando alcune aziende a considerare la possibilità di riallocare parte dei budget Tv all’Out Of Home perché la maggiore presenza su questo mezzo potrebbe generare importanti benefici in fatto di vendite e brand awareness.

    La creatività ed efficacia del messaggio, il vero valore aggiunto

    Alla base di una campagna pubblicitaria, a prescindere dal mezzo utilizzato, deve esserci in ogni caso l’individuazione di un messaggio chiaro, coinvolgente e rilevante da affidare al mercato.

    Un dato infatti che emerge da qualunque tipo di analisi sul pubblico è il progressivo abbassamento della soglia minima di attenzione: questo significa che, per avere chance di successo in pubblicità, bisogna sapere cogliere il sentire del proprio pubblico di riferimento e di conseguenza creare un messaggio in grado di incuriosire, emozionare o comunque essere percepito come utile e pertinente al bisogno del pubblico stesso.

    Quindi lo stesso va rafforzato mantenendo coerenza creativa tra i diversi canali e sviluppando messaggi complementari: l’OOH stimola l’interesse con pochissime parole e al massimo un’immagine, il DOOH può dare ulteriore dinamismo e movimento alla pubblicità su strada, il canale digitale deve necessariamente raccogliere tutti gli input e trasformare il messaggio iniziale in azione (acquisto o comunque fornire maggiori informazioni sul prodotto).

    Come Wayap accorcia ulteriormente i tempi di accesso alla pubblicità su strada

    Un elemento che spesso sorprende le aziende che ci contattano per la prima volta, ad esempio inviandoci da questa pagina una richiesta in cui poter indicare già direttamente su mappa l’area di interesse della campagna, è il ricevere un preventivo accurato nel giro di poche ore, quando invece – per la stessa richiesta inviata ad altre concessionarie di pubblicità esterna – sono stati abituati ad attendere non meno di 3/4 giorni.

    Conclusioni

    Aderendo Wayap anche alla piattaforma Vedooh, sia per i propri impianti digitali che per quelli di affissione tradizionale, dispone di dati OTS (le Opportunity To See di uno specifico spazio pubblicitario, ovvero un valore medio di visualizzazioni giornaliere) da cui è possibile ricavare anche il costo contatto della campagna.

    Infine, in particolare per gli eventi programmati su uno specifico territorio, la pubblicità su schermi digitali può rivelarsi un fattore decisivo per raggiungere in brevissimo tempo ampie fasce di pubblico.

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